RESTA SINTONIZZATO

Su tutto ciò che concerne movimento e comportamento dell’essere umano, salute, neuroni, sviluppo motorio e neuroplasticità dallo studio/quartier generale

La frequenza dei passi, di cui parlavamo nella parte prima è una questione che spesso non viene affrontata o viene affrontata in modo quasi marginale.

Il “mito” delle lunghissime falcate è duro a morire almeno quanto John Mc Lane.

I falsi miti sono difficili da ammazzare come Mc Lane

da qui deriva il punto due, dei quattro consigli di cui parliamo nel titolo:

2. Frequenza obbligatoria

Come certi corsi all’università. Non possiamo ignorare la frequenza dei passi quando corriamo.
Facendo dei passi troppo lunghi, se non siamo abituati a spingere, finiremo con l’atterrare coi piedi davanti al resto del corpo .

Non solo come detto nel capitolo precedente rischiamo così di incoraggiare un atterraggio sul tallone ma atterrare con i piedi troppo avanti, ci porterà a tirarci in avanti, a trascinarci, rendendo la nostra tecnica lunga e drenante, sfruttando quasi solo la parte anteriore delle cosce.

La corsa dovrebbe essere la ricerca costante di efficienza e ottimizzazione del movimento e non una lotta contro noi stessi.

Se volete migliorare la fluidità del movimento e di conseguenza anche le vostre prestazioni, provate a lavorare sulla frequenza, idealmente arrivando ad una cadenza di tre passi al secondo.

Per lavorare sulla frequenza può essere utilissimo scaricare un’applicazione metronomo sul vostro cellulare oppure potete scaricare una playlist con un ritmo di 180 bpm (battiti per minuto)

Idealmente il consiglio è sempre quello di progredire gradualmente, potreste anche usare una corda per saltare inizialmente, ma adesso non vorrei divagare troppo.

Per rimanere a fuoco, un consiglio semplice per aumentare la frequenza dei passi è di mantenere i piedi sempre sotto di voi. Dovreste atterrare sempre nella proiezione al suolo tra il vostro centro di gravità e il vostro centro di massa. In pratica tra la proiezione al suolo dello spazio che c’è tra la fine del vostro sterno e la vostra parete pelvica.

Correndo con delle scarpe minimali o a piedi nudi è del tutto naturale che la frequenza dei passi aumenti. Questo aiuta moltissimo, già di per se a diminuire gli impatti ma il tessuto di piedi e gambe va condizionato con pazienza e meticolosità.

3. Balla, balla ballerino

Fateci caso, chi ha una tecnica di corsa efficiente sembra quasi galleggiare, si nota poco movimento su e giù, pare piuttosto che le pelvi e il centro di gravità avanzino invece in linea retta (ovviamente c’è un certo spostamento su e giù ma non è così notevole).

Una cosa che potete immaginare è che una mano invisibile vi spiga dalle prime vertebre sacrali. Che immagine macabra la mano invisibile in effetti, peró rende lidea.

Questo vi permetterà di rilassare il torace e muovere le spalle come si deve.

Tantissimi runners, corrono come se qualcuno gli avesse tirato un di acqua ghiacciata sulla schiena.

il risultato è che il torace resta sempre un po’ iper esteso e le spalle si muovono come quelle di Robocop.

“Bella lì Robocop, ma la fluidità non è il tuo forte, magari un tuffo in piscina?”

Ricordate di :

  • Tenere le braccia vicine al busto, dovreste avere la sensazione che strofinino vicino al corpo
  • Non incrociate la traiettoria di movimento delle braccia, ne dietro ne davanti al busto. Dovreste immaginare di tirare due fili invisibili sempre paralleli tra loro, in maniera alternata ovviamente
  • Le braccia si muovono come se le lanciaste indietro, mai come se fossero spinte in avanti.

4. Che tortura la roba di postura

Il discorso che facevamo prima, sul torace è solo una piccola scalfittura sulla superficie dell iceberg.

Non vi serve affondarvi come il Titanic in preda alla depressione da lavorò sull’allineamento corporeo.

Personalmente odio la parola postura come viene “staticamente”, spesso, concepita.

Per semplificare enormemente le cose, visualizzatevi come una retta. Visto che la corsa avviene verso avanti (pur essendo tecnicamente un movimento verticale) immaginate di inclinare la retta verso avanti.

Sulla sommità della retta c’è la vostra testa, un po più sotto, verso la parte inferiore del vostro sterno c’è il vostro centro di massa e più sotto ancora il vostro centro di gravità In fondo alla vostra retta ci sono i piedi.

Correndo immaginate di rimanere sempre alti dall’addome. Questo come dicevamo prima, non solo vi consentirà di rilassare il torace e muovere in maniera più economica le spalle ma vi consentirà più facilmente di mantenere gabbia toracica e bacino allineati rimanendo così più connessi con il busto alla parte inferiore e non dando quell’idea di disconnessione e eterogeneità di movimento.

Fratello grazie, belle parole, ma vai ancora più spicciolo.

La scrittura non è il modo più semplice per comunicare di movimento, se vi sentite persi e confusi e non si tratta di postumi da sbronza cercate almeno di ricordare:

  1. Rilassatevi, rilassatevi, rilassatevi e cercate di fare piccoli aggiustamenti cambiando una variabile alla volta
  2. Piccoli esercizi mirati alla percezione del piede, mirati alla cadenza, mirati alla percezione e alla gestione del peso corporeo devono essere fatti singolarmente e soprattutto richiedono tempo e pazienza, filmar i può aiutarvi.
  3. Nessuna fretta. Iniziate correndo 200m se necessario, magari scalzi e con scarpe minimali, per sentire comunque le piccole/grandi differenze. Conoscere se stessi è un percorso lungo e tortuoso, mai in linea retta ma da punto A fino a punto B ci arriverete di sicuro con abbastanza perseveranza e voglia di migliorare