RESTA SINTONIZZATO

Su tutto ciò che concerne movimento e comportamento dell’essere umano, salute, neuroni, sviluppo motorio e neuroplasticità dallo studio/quartier generale
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Ho conosciuto Luca, in quella che credo sia LA MIGLIOR PUBBLICITÀ per un insegnante di verticali: partecipando ad un seminario di verticali (non suo).

Noto durante il corso le linee, i dettagli di un ragazzo che insieme a me partecipa al seminario.
Gli chiedo, per giustificare le mie linee peggiori delle sue, se ha un pregresso da ginnasta.
NIET. (Colpo allo stomaco)
Fidatevi che tra 20 partecipanti di livello Intermedio notare i dettagli di UNO, vuol dire che ti colpisce. Nei suoi movimenti leggevo: rigore, precisione, pulizia.
Si capiva che non aveva fatto da solo.
Da lì la domanda fatidica:“ da chi hai imparato?”
“Ho preso per un periodo lezioni di gruppo da Luca Forte, per me in Italia è’ in assoluto il migliore”

È stato sufficiente per accendere la mia curiosità, di conoscerlo come professionista e quindi come maestro di verticali.

Dicono di lui:
“ divertente, stimolante, SCHIETTO ”
“ ha le idee molto chiare su COSA VUOLE da ogni seduta di allenamento con i suoi allievi”
“ poco compiacente, se bisogna ripetere lo stesso esercizio per mesi non ci gira intorno, come lui INSEGNA …la prima cosa da imparare se vuoi imparare BENE LE verticali è GESTIRE LA FRUSTRAZIONE”

CONOSCIAMOLO MEGLIO

Luca Forte , 39 anni, ex ginnasta , artista di circo, handbalancer.

Un tipo deciso fin da bambino: a 5 anni, guardando le Olimpiadi in televisione, guarda suo papà e dice “ voglio diventare forte come quelli, voglio fare ginnastica”

Entra nella nazionale della ginnastica artistica a soli 14 anni, vince sei campionati nazionali, partecipa a un mondiale qualificante per le Olimpiadi di Atene 2004 e a due campionati europei dove porta a casa una medaglia di bronzo.

La sua carriera da ginnasta si interrompe bruscamente a causa di un grave infortunio alla spalla, a 18 anni, una carriera conclusa prematuramente. Supera la frustrazione del momento cercando nuovi stimoli che per casualità lo portano negli spazi di lavoro del circo.

Dopo i primi spettacoli nasce in lui la curiosità per qualcosa di molto diverso dalla ginnastica, un mondo dove la precisione delle esecuzioni artistiche non basta, bisogna emozionare il pubblico, bisogna essere “wow”!

A Luca piacciono molto le sfide, e del circo ciò che subito lo affascina di più sono le verticali.

“Nonostante il mio background da ginnasta l’unica cosa che non riuscivo a fare nel mondo del circo erano le verticali. Avevo la verticale a due mani ma mi mancava tutto il resto. E allora l’ho presa come SFIDA, che è ciò che motiva una persona qualsiasi a provare una verticale, la sfida con se stessi

Lui stesso dice:
“ lavorare con le verticali è una continua sfida con se stessi. Con la giusta calma, bisogna mettere insieme i muscoli, la tecnica e la mente, senza essere troppo emotivi”

MENTE E CORPO

“Nonostante una vita a fare performance con pubblico, l’ abitudine di esibirsi in qualsiasi momento, confesso che sento che se non sono calmo la qualità delle verticali può risultarne influenzata.”

Corpo e mente sono la stessa cosa e nelle verticali questo legame è esponenziale.

Per questo anche se col corpo sai fare una verticale, se la tua mente si distrae e non mette il suo 100%, genera alte variabili che inficiano la prestazione.

“ LA VERTICALE è una cosa così FRAGILE che basta lo sguardo di due persone in più per farti sbagliare”

Per questo :
“ un artista verticalista vale molto di più di chi pratica verticali ad alto livello a casa propria “

Impariamo ad apprezzare le arti dal vivo, dietro a un video tanti sembrano capaci, precisi, lenti, ma il vero PLUS è vedere un artista verticalista esibirsi dal vivo davanti ad un pubblico vero.

INSEGNAMENTO

Luca è un ragazzo di talento, capace di osservare, studiare, creare, lavorare su di sé ed eccellere nelle verticali senza la guida di maestri specifici.

“Ho imparato le verticali da autodidatta, non ho avuto realmente dei maestri, ho fatto quasi tutto da solo, avvalendomi di consigli di alcuni grandi maestri come Claude Victoria e Pascal Angelier, e altri, che mi hanno dato piccoli suggerimenti sul lavoro che già avevo portato avanti da solo.

Tutti mi hanno dato qualcosa, ma l’insieme di quello che so è la mia esperienza di 30 anni.”

Quando sei artista sei egoista e quando sei insegnante sei altruista, il passaggio da artista ad insegnante mi ha ulteriormente arricchito.

E’ importante saper motivare i propri allievi alla gestione della frustrazione.
Non addolcire la pillola, solo chi vuole veramente qualcosa può ottenerlo.
Ma chiunque lo voglia, a prescindere dall’età potrà ottenerlo.

“La verticale e’ per tutti, ho visto artisti andare in verticale a più di 70 anni, l’età non è limitante per le verticali, serve magari più tempo per il recupero muscolare, ma la verticale può essere per tutti

“Ho l’occhio per capire su cosa lavorare con ogni allievo, il mio metodo, frutto dell’ esperienza di più di 30 anni, ha una chiara cronologia con cui sviluppo il lavoro, questo mi permette di ottimizzare le progressioni con i miei allievi.”

Affidarsi ad un maestro di verticali rispetto a fare da soli con quattro consigli scaricati on line ha sicuramente come primo valore aggiunto di NON PERDERE TEMPO e non lavorare su elementi sui quali è prematuro lavorare .

“Anche se durante un seminario è più difficile creare un legame di continuità con gli allievi, quello che mi prefiggo in una lezione individuale o in un seminario è di base la stessa:

Sapendo che la verticale è una delle espressioni più belle del corpo e sapendo QUANTO è DIFFICILE METTERE INSIEME CORPO E MENTE per arrivare a questa verticale il mio focus è innanzitutto far percepire e capire alle persone che CI VUOLE TEMPO.
Una volta passato questo concetto mi preme dare un’idea di lavoro fatto nella maniera più giusta, dare l’idea di un programma da seguire che abbia un senso dall’inizio alla fine.
Non esiste un corso in cui in 40 giorni fai una verticale o in due mesi fai una verticale a un braccio, queste sono truffe.
Io lavoro sui risultati. Il marketing non mi interessa, non mi interessa promettere alle persone cose allettanti che poi non possono essere realizzate, mi piace la concretezza. “
“Mi hanno detto che ce la farò in 30 giorni”
Se non ce la faccio( e non ce la farai mai), poi mi sento peggio. Aggiungo frustrazione alla frustrazione. E’ importante avere cura delle persone. Avere cura di chi prende lezioni e far tesoro della nostra esperienza.

“Far capire in un mondo così frenetico che certe cose vanno ASPETTATE A LUNGO non è facile ma è una delle cose che mi sprona in questo lavoro”

Una volta non c’era tutta questa frenesia, questo stress di ottenere tutto subito , avevamo più pazienza, e purtroppo questo si riflette anche nelle verticali. Molti allievi si presentano, vogliono imparare tutto in fretta e poi non tornano perché NON CAPISCONO che allenare la perseveranza, investire TEMPO e DARSI TEMPO sarà benefico non solo per imparare le verticali ma soprattutto per se stessi.

CONCLUSIONE

Sono accusato di essere troppo realista e di spegnere talvolta i sogni delle persone..ma la realtà a volte dura serve solo per motivare di più le persone .

Devi sapere le cose,
Difficoltà alta?
Puoi mollare o puoi affrontarla ma DEVI SAPERE CHE LA DIFFICOLTÀ è alta.
Se ti racconto che sarà una passeggiata faccio fuori ogni probabilità per te di confrontarti seriamente con una verticale.
NON SAPERE è il vero limite.

Intervista a cura di Nicoletta Nardini

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